dimostrazione che la vita biologica non è dovuta al caso e non si è
evoluta a caso
1.] un errore della teologia tradizionale [uno dei tanti
“tasselli” che vanno a comporre il complesso e articolato quadro definito
epistemicamente “nichilismo teologico” – per cui ha ragione severino quando
dice che la teologia cristiana, come il tomismo e il neotomismo, sono
“contaminati” dal nichilismo/di cui, pure, il neoparmenidismo è espressione] è
che la vita biologica [incluse le sensazioni “sensitive”: tatto, olfatto,
gusto, udito, vista] è “materia”, e che la differenza tra l’uomo e gli animali
sta nel fatto che dio infonde nel primo l’“anima” [“un anima”], per cui l’anima
sarebbe quasi l’“accessorio spirituale” di ciò che è primariamente materia
[quasi un elemento “aggiunto”, sia pure definito l’“essenza” dell’uomo.
2.] invece, secondo l’episteme, come dice gesù, la vita è
spirito, per cui le sensazioni “sensoriali” [come anche il piacere sessuale]
sono proprietà dell’anima e dello spirito [fatto evidentemente censurato dalla
teologia tradizionale, che ad esempio esclude, a questo riguardo, la tesi
islamica di una “sessualità” in paradiso. [per l’episteme l’anima è costituita
di spirito].
3.] ciò premesso, è facile confutare la tesi [anche
darwiniana] secondo cui la vita biologica è dovuta al caso e si è evoluta a
caso: infatti, se e in quanto la vita è spirito, [pur non escludendosi una
declinazione anche casuale dello spirito,] è evidente che in tale ipotesi la
vita biologica non è casuale. lo spirito, infatti, di cui è costituito dio, non
è informato alla “casualità”. e tutta la vita [vegetale e animale] è costituita
di spirito.