massime tesi su diritto
e capitalismo
1.] si è, nella storia
della filosofia, dell’economia, e anche del diritto, completamente sbagliato
approccio al capitalismo, inteso [sia da destra che da sinistra] che possibile sistema
di governo dell’economia e, come tale, della vita degli individui.
2.] la vita degli individui
deve invece essere regolata dal diritto, e non dall’economia, e quindi da una
economia completamente sottoposta al diritto. ciò non significa che il diritto
deve limitarsi a dare regole all’economia: poiché si riconosce che ogni uomo ha
il diritto alla sicurezza, al benessere e alla felicità, ciò significa che il
diritto deve governare, controllare e dirigere l’economia, in modo più ambio di
una "politica industriale"; con l’[ovvia], ovvia e non ideologica, implicazione
che il mercato deve essere innanzitutto pianificato [e non solo regolato].
3.] ciò non secondo il
comunismo [anche qui: il marxismo è un approccio esplicitamente economico, e
dichiaratamente “economicistico” ai problemi, “materiali”, degli uomini], ma
secondo il diritto.
4.] è fatto grave, in senso speculativo, che nelle facoltà accademiche si parli di diritto e
politica, e non di diritto e economia
[ancora: non nel senso delle “regole”, ma della direzione, del controllo e
della pianificazione].
5.]
e, infatti, nell’ambito
dell’organizzazione degli studi accademici sono tenute distinte
le facoltà di
scienze giuridiche dalle facoltà di scienza economiche: a cosa
servono le leggi se non impattano sull'economia per la "difesa" degli
uomini ?
6.] infatti, la sovranità,
politica, è innanzitutto “reale”, e quindi deve essere "potere economico" e
"potere tecnico-tecnologico" [purchè si esprima nel rispetto dell’essere umano, ovvero
delle leggi, anche steleologiche, dello spirito e della spiritualità - religione
-/di cui è parte l’etica].
7.] in questo, nella storia
del pensiero si è parlato di capitalismo e di tecnica, ma non [sufficientemente]
di diritto e di filosofia del diritto. e non si è parlato affatto di una
filosofia dell’economia [anche come epistemologia economica], mentre la
filosofia della tecnica di heidegger, severino e galimberti si è limitata a
dimostrare l’“onnipotenza della tecnica”, e irti ha inteso parlare di “impotenza
del diritto”. egli certamente parla solo di “diritto senza verità”, ma appunto
questo, nelle ipotesi epistemiche, è la sua [presunta] impotenza.