riflessioni sulla confessione sacramentale: circa la
preparazione
psicologica del prete incaricato
1.] alcuni psichiatri
denotano limiti nella loro capacità di resistenza psicologica nell’ascoltare i
pazienti. ci sono psicologi che appaiono impreparati nell’analisi di aspetti
criminologici e sessuologici.
2.] questo, qui descritto,
è quindi un “mistero”: i preti che confessano sono anche giovani, eppure
passano anche quattro ore ad ascoltare gli aspetti più intimi della vita dei
penitenti, senza impressionarsi, dimostrando [loro, giovani] una preparazione e
capacità di resistenza psicologica perfino superiore agli psicologi [e sono
giovani preti, senza studi specifici; preti giovani che ascoltano per ore fatti
ed eventi anche di perversione – sessuale e esistenziale -, crisi, possessione,
alienazione, disordine mentale, individuale e familiare]. alcuni preti
confessano per quattro ore senza interruzione. padre pio, per più di dieci ore;
mi pare di aver sentito, fino a sedici ore [o anche più], sempre in confessionale.
3.] la soluzione possibile
del mistero è il fatto che il prete, ogni prete, è sempre anche un esorcista. un
esorcista non ha paura di conoscere gli aspetti più intimi delle persone [senza
impressionarsi]. un esorcista della mia diocesi di appartenenza ha scritto che
di fronte a un caso di possessione alcuni psichiatri, invitati ad assistere
alla liberazione dell’indemoniato, sono “scappati dalla paura” […].