sul senso del lavoro e della conoscenza
 
1.] è evidente che il reddito è slegato dal lavoro, perché se lavorano le macchine, certamente l’uomo non può rimanere senza reddito [se con questo ci si procura da vivere …].
2.] ma anche il lavoro deve essere slegato … dal lavoro. infatti, il reddito dipenderà certamente dal lavoro, ma non da un lavoro che sia svolto dalle macchine.
3.] cosa significa quindi lavorare in un modo che non possa essere svolto [sostituito] dalle macchine ? già con questa domanda si reimposta completamente la teoria giudica del lavoro [e la normativa giuridica sul lavoro].
4.] lavorare significa essenzialmente fruttare, con sacrificio [effettivo] i propri talenti. È ciò che fa anche il professore universitario, per il quale il lavoro significa cinque cose:
 
a.] studiare.
b.] leggere.
c.] insegnare [e quindi preparare le lezioni].
d.] scrivere [e scrivere libri].
e.] riunioni e convegni.
 
5.] ciò viene detto perché si ritiene che lo studio sia il “lavoro del futuro”.
6.] ma studiare cosa ? la natura.
7.] ma la natura è una “natura morta” [in senso non metaforico: per il principio dell’entropia universale, introdotto in questo sito/per il quale ad esempio è dimostrato, o da dimostrare, che è impossibile l’immoralità nella dimensione terrena, eccetto il caso di cristo, soggetto a “entropia crescente”, o ribaltata/capovolta].
8.] io quindi studio [voglio studiare] la “vita”, e non la “morte”.
9.] ecco quindi che lo studio dell’al di qua, che è a immagine dell’al di là, senza a conoscere l’al di là, e la tecnica ad anticiparlo [senza che ciò debba comportare il peccato]. esempio [molto concreto]: se ipotizzo che in paradiso ci sarà il “sesso” [svincolato dalla procreazione], ciò non significa che io quindi ritenga legittimata una sessualità, già qui in terra svincolata dalla procreazione [cioè senza peccato]. lo studio del paradiso serve ad accendere il desiderio del paradiso, “per” il paradiso, e non a “tentarmi” per l’al di qua.