definizione
della condizione [epistemica] di pareto/confronto con l'ottimo paretiano
1.] il concetto di ottimo paretiano
definisce la condizione per la quale non si può migliorare
la situazione [economica] di un
soggetto senza peggiorare quella di un altro.
2.] cosa significa creare ricchezza ? si può dare
ricchezza a uno, senza togliere a un altro ?
3.] in una condizione in cui alcuni hanno molto e altri
non hanno nulla, è necessario [secondo giustizia, al di là di una definizione
di giustizia e della condizione utopica ad essa sottesa] che sia tolto a chi ha
di più per dare a chi non ha nulla.
4.] ciò non significa che si debba togliere solo ai
ricchi: va tolto a tutti in modo proporzionale alla propria ricchezza, se e
solo se non si può dare a chi non ha nulla, senza togliere a chi ha molto.
definizione
della condizione [epistemica] di pareto
5.] secondo questa condizione, il passaggio dal
capitalismo allo standardismo, che è il sistema in cui per i “beni di massa”
[di prima necessità] non valgono il grafico della domanda e il prezzo di equilibrio
[essi valgono solo per i “beni di lusso”], deve avvenire senza che sia arrecato
danno ai ricchi, a meno delle condizioni di cui ai punti da 1.] e 4.] [un danno
va arrecato non di struttura, ma perché sia dato qualcosa a chi non ha nulla].
nota: precisazione sulla definizione
della condizione epistemica di pareto
la condizione epistemica di pareto dice in realtà questo: il
passaggio dall'attuale sistema economico a uno "migliore" non deve
arrecare danno a nessun soggetto [ricchi e ceto medio], a meno delle
condizioni di cui ai punti da 1.] a 4.] = sì al danno, se
necessario per togliere i poveri dalla povertà [a meno che non
si riesca a produrre nuova ricchezza - per i poveri - senza toglierla a
chi ne ha in aggiunta rispetto alla soglia di povertà, o meglio
di "normalità", che è il benessere].