la
riforma dei sistemi di governo democratici nel progetto-episteme, con
riferimento al rapporto tra governo
e parlamento [riferimento alla “riforma
renzi” del senato]
1.] è nota [come esposta anche nella costituzione
epistemica] la concezione epistemica del rapporto tra governo e parlamento:
a.] come la monarchia governa e la democrazia controlla [questo
governo],
b.] così il governo deve fare le leggi, e il parlamento
svolge un ruolo di controllo democratico sull’attività legislativa del governo.
inoltre:
c.] la composizione del governo è meritocratica [fondata
sulla competenza tecnica e “umana” dei politici].
d.] la composizione del parlamento [unicamerale] è
elettiva.
2.] il senato italiano non è più l’antico senato romano.
mentre un tempo pensavo che sarebbe bello mantenere il senato, oggi ritengo che
l’abolizione del senato, prospettata dal premier renzi, sia opportuna, perché,
se il senato ha un’antica storia, questo senato questa storia non la riflette
più.
3.] la necessità di attribuire l’intera attività
legislativa al governo [mantenendosi al parlamento anche una iniziativa di
formulazione delle leggi, affiancata a quella del governo] è dimostrata dal
ruolo attuale del governo, espresso dalla continua attività decretativa
[decreti legge e decreti legislativi].
4.] ciò non implica minore democraticità [cioè una
tensione verso il “fascismo”], perché nelle prospettazioni epistemiche, il
parlamento ha il ruolo del quirinale e della corte costituzionale: controllare
la democraticità delle leggi e dell’attività di governo.
5.] affidare la leggi al governo significa ottenere i
vantaggi dell’attività decretativa odierna: velocità e quantità.
6.] nelle ipotesi epistemiche, nell’attività legislativa
è comunque coinvolto in modo preminente l’apparato accademico:
a.] non più professori prestati alla politica, che
diventano politici.
b.] ma una politica che obbedisce ai professori, che
rimangono tali.