definizione del paradosso trinitario
1.] argomento complesso, breve,
nato come esposizione vocale [ma non si dispone qui del registratore].
2.] la trinità è distinzione di
enti concordi: le tre persone trinitarie.
3.] nonostante la differenza
nelle forme, alcuni elementi delle persone sono identici: come il “nucleo” dell’autocoscienza
[si suppone].
4.] il concetto qui introdotto di
“esplosione trinitaria” sta a significare che:
a.] la creazione riproduce la
trinità nell’anti-dio, definito come ente non vivo [puro “scheletro” a immagine
di dio].
b.] su ogni componente,
gigantesca, dell’antidio, viene creato un ente organico più piccolo [sempre
enorme, delle dimensione del cosmo creato], sempre a immagine di dio [ma non
delle sue dimensioni/l’antidio è comunque, pur infinito, infinitesimale rispetto
a dio]: adamo ed eva [cosmo-adamo e cosmo-eva, a immagine del figlio]; lucifero
[cosmo-lucifero, a immagine dello spirito santo]; l’episteme rileva che non
esiste un ente a immagine del padre [forse "buddha", privo di vita e di
autocoscienza, come l’antidio: per questo la filosofia dell’oriente si
configura come filosofia del “nulla”/”vuoto”].
c.] esplosione trinitaria
significa che, se le tre persone trinitarie sono concordi, le persone
derivate/create sono inconsciamente parzialmente discordi: il peccato e la
caduta hanno il compito di fare emergere la discordia, allo scopo di prenderne
consapevolezza in senso morale.
5.] questa “discordia” si
definisce scientificamente così:
a.] pulsione edipica [o totemica]:
uomo [adamo e eva][creatura] contro dio [padre].
b.] pulsione cainica: uomo [creatura]
contro il fratello [cristo].
c.] pulsione prometeica [così qui
convenzionalmente classificata/codificata]: angelo contro angelo [lucifero e i
demoni contro lo spirito santo e gli angeli].
il paradosso trinitario
6.] la concordia trinitaria è “di
struttura”: le tre persone sono concordi non per “buona volontà”, ma “per
struttura” [così le anime in paradiso, secondo sant’agostino: “non posse
peccare”].
7.] eppure l’esplosione trinitaria
[le corrispondenti persone che vanno contro dio e se stesse: uomo contro
uomo/angelo contro angelo/uomo contro angelo e angelo contro uomo/padre contro figlio/figlio contro
padre/fratello contro fratello: anche tra creature: invidia, guerra e conflitti]
agisce sulla distinzione tra le persone, come se questa distinzione, insita
nella trinità, fosse preparatoria/presupposto per la discordia nella creazione.
8.] quasi a dire che il figlio
[cristo] è inconsciamente contro il padre; che questo essere contro è, per
struttura, frenato/bloccato dalla concordia trinitaria; e viene sbloccato a
livello creaturale. ciò che ovviamente non è così [paradosso].
9.] la spiegazione è che, anche
se il figlio è meno del padre, tutte le persone vorrebbero
essere il padre,
cioè “l’unico” [stirner] come “il
supremo” [si può pensare a una funzione di centramento
"imposta" dalla struttura metafisica dell'essere a ogni entità
organica: ogni essere vivente vuole essere al centro, e per questo -
verticalizzazione - "i carnivori si divorano tra loro"]:
a.] nella trinità il figlio sta
al suo posto.
b.] una volta create le creature,
tutte tendono ad essere l’“unico”, convergono verso dio e verso il sostituirsi
a dio [pulsioni/di cui al punto 5.]].
10.] la creazione come
duplicazione della trinità nelle persone creaturali ha frantumato la concordia
trinitaria, facendo partire le parti di essa [create] contro dio e contro se
stesse.
11.] questo non significa che il
conflitto è insito come inconscio nella trinità. ma la razionalità epistemica
percepisce nella distinzione trinitaria una qualche premessa del conflitto, “emerso”
[il termine è improprio] a livello creaturale.