proposizioni sul
senso della vita
premessa
1.] il nichilismo teologico
è quel pensiero su dio “accecato” o “abbagliato” da una falsa dottrina su dio,
causata dal fatto che il concetto di dio “suggestiona” la mente dell’uomo. così
nella teologia cristiana tradizionale dio o è accessibile al pensiero o, per il
resto, è inaccessibile perché “mistero”: quando è accessibile, i pensieri che
riguardano dio devono incontrare la sensibilità del senso comune. così ad
esempio, la teologia epistemica spiega facilmente il cosiddetto “mistero” della
trinità cristiana [concetto che non implica affatto che dio sia insieme uno e
trino: è uno secondo la sostanza e trino secondo le persone, quindi non è vero
che 1 = 3], ma per la teologia cristiana tradizionale esso deve rimanere
“mistero”.
tesi
2.] il senso dell’esistenza
inteso come senso della vita, per l’uomo, l’episteme lo rintraccia nel senso
che la vita ha per dio, concetto questo “impossibile” per la teologia cristiana
tradizionale, per la quale non è possibile che esista un senso della vita, di
dio, “per” dio, poiché dio è la vita stessa [la teologia cristiana tradizionale
unisce e identifica a dio ogni concetto positivo, senza mai poter distinguere
dio da una positività, altrimenti questa sarebbe un “altro” eterno, rispetto a
dio, e quindi un idolo].
3.] i feti abortiti vengono
portati direttamente in paradiso: per essi si realizza la condizione, espressa
dalla ricerca epistemica, di un dio che crea la vita direttamente in paradiso:
anche per essi c’è la “mediazione” del percorso attraverso la dimensione
terrena, ma non c’è vita in senso morale, e non c’è quindi la “prova etica”: il
feto abortito, come il disabile mentale non consapevole, hanno la salvezza
“garantita”.
4.] quindi il senso della
vita, per l’uomo, non è la prova etica, non è il lavoro, non è l’apocalisse
palingenetica.
5.] se il senso della vita
è collegato ad esempio al lavoro, ciò avviene in modo strumentale al vero senso
della vita, che qui si ricerca.
6.] un concetto della teologia epistemica [in cui
l’analisi del senso è argomento tra i più importanti] è che il senso [della
vita] per l’uomo [creatura] deriva dal senso della vita per dio, cioè dal
rapporto che dio ha con la propria esistenza [A: essere] e con il suo senso [B: vita].
7.] un altro concetto è che
media questo rapporto [di derivazione][tra il senso per l’uomo e il senso per
dio] il fatto che l’uomo è creato. e proprio in questa creazione dell’uomo dal
nulla può inserirsi, per l’uomo, il senso collegato all’etica [il lavoro, la
“prova morale”, il giudizio universale].
8.] analizziamo ora tutti
questi concetti.
9.][A] il rapporto tra dio
e la propria esistenza [esistenza come “essere”] è la necessità.
10.][B] il senso
dell’esistenza [esistenza come “vita”] di dio, per
dio, è la contemplazione della propria
verità, cioè la ragione, intesa come percorso logico e
quindi “dimostrazione”
[sistema delle cause][giustificazione o spiegazione razionale], della
propria
esistenza [A]. dio vede come se stesso allo specchio [si ricorda che
per la
teologia tradizionale e per il nichilismo teologico questi discorsi non
possono
essere fatti, perché queste dottrine non distinguono dio dalla
necessità/essere necessario, che per l’episteme
“pone” dio] e, dietro di sé, vede il
percorso che conduce dall’essere a dio, e contempla quindi se
stesso come
essere necessario [l’Ente assoluto], prodotto dalla
necessità. poi viene il piacere: dio
che gode di se stesso, della fonte e della tecnica; ma il piacere di
dio segue
la contemplazione [estatica] della necessità della propria
esistenza: “io sono
colui che sono” [si osservi la natura greca, filosofica, di
questa proposizione, squisitamente ontologica - il "sono" dell'io-sono
divino-, all'interno del libro della genesi, teologico e religioso].
11.] a questo punto dio
crea l’uomo; come dice l’episteme, per completare se stesso.
12.] si completa non con
ogni uomo, ma solo con l’uomo etico [perché il dio che
crea è “etico”], e se
l’uomo [il santo] si esalta per il fatto di essere lo strumento
per
l’autocompletamento di dio, in ciò [ora si comprende] non
c’è niente di male [l'esaltazione, intesa come
automotivazione, non è un fattore negativo].
[quanto le istituzioni e i governi si modificherebbero, in positivo, se
si
accettasse che dio si completa con l’uomo, anziché
accettare la teologia
tradizionale che sostiene sempre che “dio ha creato l’uomo
per bontà e non ha
bisogno di lui”. quasi che lo stesso clero, lo stesso teologo,
egoisti,
dicessero che l’uomo “non è necessario”, per
non dover far seguire le azioni ad
una eventuale “troppa importanza dell’uomo”
…].
13.] dio senza l’uomo è
perfetto, ma la possibilità dell’uomo [della creazione
dell’uomo] è una
prerogativa del dio perfetto, e quindi dio rimane perfetto anche se poi
va a
dipendere da questa prerogativa [come un adulto che percepisce in se
stesso di "volere un figlio"], che non lo spinge ad essere schiavo
dell’uomo
in quanto uomo [come si crederebbe], ma ad essere schiavo, e ben
volentieri,
dell’uomo umile che fa il suo dovere [come una madre è ben
volentieri “schiava”
dei suoi figli, e nessuno ritiene che essa cresca i suoi figli
“solo per bontà
ma senza obbligo”: come tale non è la condizione della
madre, così tale non è
la condizione di dio/nell’affermazione del clero – dei
teologi - che dio non è
obbligato verso l’uomo, è implicito il desiderio del clero
– inconscio - di non
essere obbligato verso gli esseri umani].
14.] a questo punto si
comprende che, se dio è in estasi per la necessità del suo esistere, così
l’uomo sarà, in paradiso [come già qui in terra] in estasi per cinque ragioni:
a.] la causa dell’esistenza
di dio e quindi della ragione, indiretta, della propria esistenza
[creata][e questo è anche in senso delle dimostrazioni
dell'esistenza di dio].
b.] la prerogativa di dio
di poter creare l’uomo [insita nella natura profonda e intima di dio] e la conseguenza creazione [processo creativo].
c.] l’etica di dio [il
presupposto della creazione, lo sforzo di dio, e quindi la sofferenza, eroica,
di cristo e di tutta la trinità].
d.] la propria vita [etica]
che, con il lavoro, o un qualunque sacrificio e sofferenza, giustifica la
propria salvezza, muovendo dio ad essa, corrispondendo al sacrificio di dio.
e.] la “chiusura del ciclo
in paradiso”: la perfetta corrispondenza tra l’essere necessario di dio e il
proprio essere, creato [portato il paradiso] e/come giustificato [moralmente].
nota
queste concezioni sono
ovviamente lacunose. la ricerca epistemica del senso costituisce un argomento
notevole e ripetuto della ricerca epistemica.