considerazioni sul disturbo bipolare: la sindrome maniacale-depressiva come proiezione della
 psicosi della psicologia che la descrive
1.] questa analisi è complessa. qui non si nega l'esistenza del bipolarismo.
2.] si deve considerare che spesso il terapeuta è ateo, e che nell’ambito dell’episteme la condizione di fede non è neutra per l’"umanità" della persona: un uomo ateo può, per il fatto di essere ateo, essere psicologicamente disturbato: il terapeuta ateo è lui stesso soggetto psicotico.
3.] analizzando la voce “disturbo bipolare” di wikipedia viene infatti la considerazione che essa è stata costruita da studi di psicologi atei, incapaci così di capire che cos’è il bipolarismo nella sua essenza, ragione per cui esso diviene la descrizione di un disturbo che è invece “salubrità”, una salubrità talmente “sana” che viene detta malattia come proiezione della psicosi dello studioso stesso, psicologo ateo [che dà del matto a chi invece è sano; e il matto è lo psicologo ateo, in quanto ateo].
4.] ciò è detto scientificamente.
5.] in questa voce si legge che il soggetto bipolare:
 
a.] crede di poter cambiare il mondo.
b.] crede di essere al centro del cosmo.
c.] crede di essere immortale.
d.] crede di avere un rapporto privilegiato col divino.
 
6.] ora, sia detto: tutto ciò non è malattia, ma è la condizione di base della filosofia in quanto verità; rispettivamente:
 
a.] la verità [le semplici idee …] deve poter cambiare il mondo.
b.] l’uomo [come dice husserl] è al centro del cosmo [come diceva aristotele], ciò che certamente non appare cosmologicamente, ma si osservi che mentre il cattolico vuole essere al centro, il fisico ateo ha un bisogno strutturale di essere in periferia, e anche smarrito nel cosmo [come anche lo psicologo ateo]. forse che i fisici aristotelici, che criticavano galileo galilei, erano bipolari ?
c.] l’uomo è realmente immortale: ciò che dice da sempre la fede cristiana; quindi gesù, i papi, i vescovi e i credenti sono tutti bipolari ?
d.] ogni uomo è amato in modo del tutto particolare da dio: ciò che sa il credente; quindi ogni credente è bipolare ?
 
7.] queste psicosi sono reali, perché chi ne è affetto è tutto ciò che qui è stato detto, in modo “psicotico” [esagerato, fantasioso, distaccato dalla realtà].
8.] ma è malvagio, e quindi psicotico, anche lo psicologo che, in quanto ateo, dice, rispettivamente:
 
a.] non si può cambiare il mondo [non esiste questa speranza …]. cioè: non ci si può opporre al malvagio, alla Tecnica [severino], al male sociale …
b.] l’uomo è in periferia, smarrito nel cosmo [con quello che ne consegue teologicamente: se io sono smarrito nel cosmo, dio non mi serve, e quindi dio non esiste/che senso ha dire che dio esiste e io sono comunque smarrito ?]
c.] l’uomo è mortale [destinato al nulla dopo la morte]/è questa filosofia, e non psicologia ... come si fa a dire che l'uomo che crede di essere immortale è bipolare ?
d.] l’uomo non è mai privilegiato dal divino [perché semplicemente il divino non esiste/forse che dio esiste, e non “privilegia” – nel senso di un amore unico e irripetibile - ogni uomo ?].
 
9.] questa analisi si rifà, come si può capire, alle parole [da sempre riportare nel sito] di severino: “l’uomo, ogni uomo, è un “re””. severino è un bipolare ?
10.] poi egli aggiunte: “l'uomo è un re e non sa di esserlo”.
11.] il bipolare è depresso perché, semplicemente, non sa di essere un "re" [amato da dio, al "centro", immortale]. 
12.] egli è altresì esaltato perché reagisce psicoticamente a tale situazione, cercando di convincersi di essere “re”, e lo fa in modo psicotico, cioè “mentendo”: qui la menzogna non è il falso [come intende lo psicologo ateo, e, in quanto ateo, malvagio, perchè "abbassa" il bipolare], ma è il "sostituto" della verità, non conosciuta [perché il paziente è filosoficamente impreparato]: l’uomo, che non sa di essere re, finge di essere re per essere re: ma non necessiterebbe di fingere, se sapesse di essere realmente re, come lo è realmente [ogni uomo lo è]. ci sono uomini che per convincersi di essere "re", cercano di farlo manipolando gli altri uomini, convincendoli, suggestionandoli, conquistando e distruggendo la società e il mondo. ora: non serve farlo: non serve conquistare il mondo per essere cesare e napoleone: tale è già ogni uomo [per dio e in dio].
13.] poi un’altra considerazione: lo psicotico, che è realmente tale, è in comunicazione del demone [essendo posseduto]: il demone sta tra depressione e esaltazione, perché è il demone che deve fingere: è depresso secondo verità, e vince la depressione secondo la menzogna [dicendo di essere “dio”].
14.] severino addirittura dice che “dio è poco”, e che “l’uomo è molto più di dio”; ma nessuno psicologo direbbe che severino è bipolare.  
15.] ma ciò non è ironico: ciò che severino ha fatto nella sua vita è curarsi, curare non la psicosi, ma lo stato borderline del rapporto tra esistenzialismo e nichilismo, fattore linguistico di cui ne va della salute mentale [anche severino, senza verità, senza la “sua” verità, sarebbe avvinto dal male di vivere, come un credente a cui – come ha detto ratzinger – verrebbe tolto dio: dice ratzinger che per lui “dio è l’aria che mi serve per respirare”].
16.] questo studio non intende negare il bipolarismo come psicosi, ma mostra il lato psicoanalitico della filosofia [filosofia esistenziale e counseling filosofico], intesa come strumento linguistico capace, come verità, di curare una nevrosi: quella del nichilismo e delle sue ricadute depressive [perché l’uomo, senza il “linguaggio della verità”, non ce la fa][espressione usata dal presidente napolitano].
17.] questo è anche il senso dell’episteme, che ha dimostrato [per chi lo conosce], che è addirittura più facile cambiare, esteriormente, il mondo, piuttosto che cambiare, interiormente, se stessi.

nota

questo studio è fondamentale, nella misura in cui le condizione di cui all'elenco del punto 5.], che sono proprie del disturbo bipolare, si scoprono essere condizione di base delle coordinate fondamentali dell'uomo. questo studio mette in evidenza [cosa mai fatta dalla psicologia, che è psicologia di atei costruita da atei] la condizione, paradossale, per la quale tali posizioni sono coordinate esistenziali fondamentali [ad esempio, lo smarrimento, l'essere in perifera, di leopardi], ma nel bipolare essere emergono come disturbi [l'uomo è "al centro" per la fede: nel bipolare, è malattia essere in periferia - mentre per un fisico ateo ciò è addirittura condizione per essere normali/non malati; ed è malattia anche rispondere a ciò, posizionandosi al centro, che sarebbe reale condizione di salubrità per soggetti normali, che sono realmente solo i credenti]. senza contare che per uno psicologo ateo un credente è malato in quanto credente [così freud, per il quale la religione è una nevrosi, e quindi anche sintomo bipolare, essendo tale condizione quasi onnicomprendente][mentre è vero piuttosto il contrario]. questo studio mette in evidenza come il bipolarismo inquadri nella forma della psicosi la "sana" reazione al nichilismo. può capitare che sia bipolare un soggetto che elabora in modo perfettamente razionale le condizione del bipolarismo, nella forma dell'enucleazione perfetta delle coordinate esistenziali fondamentali. in questo senso il disturbo bipolare è un modo per reagire al nichlismo, e ciò facendo esso rivela, a suo modo, la struttura interna alla verità: l'uomo è al centro, immortale, amato da dio, e il mondo va cambiato e si può cambiare [ottimismo della fede].