come deve
essere ogni buono e bravo chierichetto: un "nazista razzista"
[...][anche come metodo
antibullismo]/appunto sul passo biblico gd 9
1.]
l’aggressività viene dai diavoli e va tornata ai diavoli.
2.]
essi stanno nelle “camere a gas” [gd 6: “li tiene in catene eterne …”]; non
ancora nell’inferno [ora l’inferno “è vuoto” […]].
3.]
l’aggressività quindi non va rivolta verso ebrei, un gruppo umano, l’uomo:
va rivolta verso i diavoli, nella prospettazione del loro annientamento futuro
[pena capitale]:
come quando i bambini giocano a schiacciare le formiche, o gli adulti schiacciano
zanzare o mosche [o ragni], fastidiosi o paurosi.
4.]
il cristiano allora è proprio come un nazista [c’è una differenza essenziale
tra un credente tradizionalista e un credente progressista, che dice: “non so
se esiste l’inferno” […]]: "vero sterminatore", ma non verso gli uomini, bensì verso satana
e i diavoli, che sono il male personale.
5.]
tutto ciò [come già illustrato nell’episteme] ha profondi risvolti, presupposti e implicazioni
di ordine psicoanalitico e psichiatrico, anche sulla struttura del
comportamento e della personalità del soggetto.
6.] ciò tenuto conto però del passo biblico gd 9: “l’arcangelo michele … in contesa col diavolo, non osò accusarlo con parole
offensive, ma disse: ti condanni il signore …”.
infatti, il fanciullo non è aggressivo [a queste cose non pensa]: tale deve essere anche l'adulto.
7.]
non è cioè che l’uomo deve in qualche modo “scaricare la proprio aggressività”:
essa va contenuta.
8.]
in questa proposizioni, anche ironiche, è descritta l’essenza psicologica del razzismo
[e del nazismo]: in essi, il diavolo viene proiettato su un uomo, a cui sia possibile attribuire
uno stigma [“die juden”: l’ebreo].